mercoledì 10 giugno 2026

Il Santo e il Ministro: appuntamento per martedì 16 giugno


 

IL SANTO E IL MINISTRO

Come Crescenzio da Jesi raccontò la vita di San Francesco d'Assisi


Ad un anno dalla morte di Francesco (avvenuta il 3 ottobre 1226), Papa Gregorio IX avviò il processo di canonizzazione.

Emerse, contestualmente, l'urgenza della redazione di una Vita ufficiale di Francesco, che potesse perpetuarne il ricordo tra i seguaci ed i fedeli delle successive generazioni.

Si trattava di un impegno estremamente delicato, in un momento in cui iniziavano ad affiorare forti tensioni all'interno dell'Ordine sulla corretta interpretazione e attuazione della Regola e delle volontà testamentarie del fondatore.

Quali elementi biografici andavano sottolineati?

Quali vicende meritavano specifica attenzione?

Quali altri fatti e circostanze potevano essere tralasciati o posti in secondo piano?

Papa Gregorio IX incaricò della redazione della Vita, Tommaso da Celano: scelta alquanto singolare, dal momento che il frate designato viveva in un convento in Germania e non era stato in contatto diretto con Francesco nelle fasi salienti della sua esistenza.

In effetti, tutti si sarebbero aspettati che la scrittura della biografia venisse affidata ad uno dei compagni della "prima ora", come, ad esempio, Leone.

Il lavoro di Tommaso, pur encomiabile sotto il profilo letterario, non riscosse un giudizio unanimemente favorevole.

Serpeggiava la delusione per un racconto in cui i miracoli erano trattati soltanto marginalmente, in controtendenza rispetto alle tradizionali agiografie dei Santi medievali.

D'altra parte, alcuni aspetti della narrazione (riguardanti, in particolare, la giovinezza e la conversione di Francesco) furono considerati poco aderenti alla realtà dei fatti.

Altre parti del suo racconto apparvero, invece, gravemente carenti.

Toccò ad uno jesino porre rimedio ad una situazione che rischiava di assumere risvolti polemici e divisivi.

Nel 1244, l'ormai vecchio Crescenzio Grizi, "assai esperto in diritto canonico e nell'arte medica", già Ministro della Marca di Ancona, fu eletto Ministro Generale dell'Ordine, settimo successore di San Francesco.

Nel Capitolo dei frati tenutosi a Genova, si stabilì di colmare le lacune della biografia di Tommaso.

Crescenzio interpellò attraverso una circolare, tutti i frati che avevano conosciuto Francesco, per raccogliere testimonianze e ricordi della sua vita.

L'autorevole appello del Ministro fu ascoltato e sortì effetti sorprendenti.

Dal convento di Greccio giunse, nell'agosto del 1246, un contributo a triplice firma di Leone, Rufino e Angelo ("Noi che siamo vissuti più a lungo insieme a lui, benché non ne fossimo degni").

Scrissero, con palpabile commozione, i tre frati: "Abbiamo colto come da un prato ridente, un mazzo di fiori, quello che a nostro parere sono i più belli, senza seguire una narrazione storica continua...".

Attraverso le informazioni sollecitate da Crescenzio, Tommaso da Celano fu in grado di rielaborare e arricchire i contenuti della sua prima opera per concepire la cosiddetta Vita Seconda.

L'opera venne dedicata proprio al Ministro jesino: "Vi preghiamo, benignissimo padre, di volere consacrare con la vostra benedizione questi doni, frutto di non poche e laboriose ricerche, come pure di correggere gli errori e togliere il superfluo, in modo che quanto, a vostro autorevole giudizio, sarà riconosciuto esatto, con il vostro nome, veramente Crescenzio, cresca ovunque e si moltiplichi in Cristo".

Comprendiamo, allora, la centralità della figura di Crescenzio Grizi nella storiografia francescana degli albori.

La sua caparbietà consentì la produzione di un'opera biografica destinata a diventare un caposaldo imprescindibile.

Venti anni dopo, l'ordine perentorio del Ministro Bonaventura di imporre una sola biografia ufficiale di Francesco (la Legenda Maior) e di distruggere tutte le altre Vite in circolazione, non varrà a soffocare l'opera di Crescenzio, destinata, anzi, a riaffiorare, in tutta la sua forza, tra il '700 e l'800.

Al termine del Generalato, Crescenzio fu eletto Vescovo di Assisi.

Notizie contraddittorie lo vedono a capo della Chiesa di Jesi dal 1252 al 1263.

Una tradizione di ardua verifica, afferma che Crescenzio sia stato sepolto nella chiesa di San Marco in Jesi.

Mauro Torelli






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