domenica 18 settembre 2022

Nella grotta di San Francesco

 

Monte San Vicino: Grotta di San Francesco





Il San Francesco di Valeriano Trubbiani

Chiesa San Giuseppe: Sacra Conversazione (particolare): da sinistra San Pietro, San Francesco, Santa Lucia, Sant'Antonio da Padova, Santa Rita, San Settimio) - anno 2002

Valeriano Trubbiani nasce a Macerata nel 1937. Al contrario di altri artisti marchigiani del Novecento emigrati altrove, preferisce un destino di solitudine critica. Eredita dal padre la passione per la lavorazione dei metalli e nella seconda metà degli anni ‘50 comincia a lavorare nella bottega paterna a Villa Potenza (frazione di Macerata). Nel 1956 si diploma all’Istituto d’arte di Macerata, mentre nel 1957-58 inizia a esporre come pittore e comincia a lavorare come scultore. Tiene a Macerata le sue prime personali di scultura e partecipa anche ad altre mostre. Nel 1959-60 frequenta la scuola di nudo dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Durante gli anni ‘60 continua a lavorare intensamente come scultore nell’officina paterna, scegliendo di dedicarsi definitivamente a quest’attività, ma anche alla scenografia e alla grafica. Il 1962 è decisivo per l’orientamento iniziale del suo lavoro di scultore: le sue opere acquistano sempre più un carattere meccanico-bellico. Per Trubbiani l’arte deve provocare ferite e i suoi temi più distintivi sono le città assediate, la crudeltà della tecnologia, i bestiari e i racconti favolistici, i minacciosi paesaggi urbani. Spesso rappresenta elementi e situazioni belliche e di aggressione, come incrociatori, aerei, guerrieri, elmi, armi, corazze, tutti connessi al ricordo della guerra e dei bombardamenti a Macerata. Nel 1966 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Nel 1968 si sposa e si trasferisce da Villa Potenza ad Ancona, dove si stabilisce definitivamente nel 1976.



Continua a essere vivace la partecipazione a mostre in Italia e all’estero, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale romana nel 1972. Nel 1980 inizia a sviluppare il ciclo dei Racconti di mare: hanno origine le sculture su temi di mare, di corazzate e di navigazione armata, un ciclo che si arricchisce nel tempo. A fine anno, Fellini richiede la sua collaborazione per realizzare una nave da guerra per il film E la nave va (1983). Nei primi anni ‘80 insegna scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, rifiutandone la nomina a direttore nel 1983.



Nel 1990 avvia un ciclo di disegni dedicato a Ciriaco Pizzecolli: la prima significativa raffigurazione trubbianea della città di Ancona. Tra le iniziative realizzate dall’artista, numerose sono quelle permanenti nella città dorica: per citarne alcune, Mater Amabilis, in piazza Pertini; la Croce del millenario, realizzata per celebrare il millenario della Cattedrale di San Ciriaco; il sipario tagliafuoco, installato nel Teatro delle Muse. Nel 2012-2013, presso la Mole Vanvitelliana, è allestita una sua grande antologica dal taglio teatrale, intitolata De rerum fabula.

Trubbiani muore nel 2020.


fonte: Museo Omero

giovedì 25 agosto 2022

“Entrerò nella tua casa, o Signore, ti adorerò nel tuo tempio santo e glorificherò il tuo nome”


 

San Ludovico è identificato in Luigi IX sovrano di Francia. È noto come il “Re santo” ed è stato uno dei personaggi più illustri del Medioevo. Si dedicò alla diffusione del Vangelo, alla difesa della Chiesa e alla salvezza degli uomini nel nome di Dio. 

Nacque il 25 aprile 1214 a Poissy dall’unione di Luigi VIII e Bianca di Castiglia, donna pia e devota, a sua volta proclamata santa. S. Ludovico fu incoronato Re nel 1226 dopo la prematura scomparsa del fratello maggiore Filippo. L’educazione materna, improntata alla pietas e all’assenza di peccato influenzò Luigi IX che si dedicò ai doveri cristiani e a diffondere l’amore per Gesù nei suoi stati. 

Il suo regno fu improntato alla semplicità e si guadagnò il rispetto del popolo non con i fasti tipici della corona, ma attraverso le opere buone verso i poveri e un’equa amministrazione. Si sposò con Margherita, la figlia del conte di Provenza ed ebbe 11 figli ai quali trasmise la sua virtù e costanza nelle avversità. Condusse sempre una vita morale e austera, basata sui principi della Cristianità. 

Nel 1244, a quasi 30 anni, fu colpito da una febbre violenta. Il popolo si unì in un’ardente e collettiva preghiera a Dio affinché lo salvasse. S. Ludovico guarì e decise di guidare una crociata per liberare la Terra Santa. Vinse i Saraceni a Damietta, in Egitto, ma mentre si apprestava a raggiungere Gerusalemme, la pestilenza decimò l’esercito colpendo lo stesso Luigi IX.



In questo stato di debolezza, fu sconfitto e fatto prigioniero dai Turchi. Grazie a un accordo con i vincitori, San Ludovico riuscì a liberare i suoi soldati e a continuare il viaggio in Terra Santa seppur nelle vesti di pellegrino e predicatore della parola di Dio e non di Re liberatore.

Fece ritorno in Francia non appena gli giunse notizia della morte della madre. In patria si distinse per magnanimità: amministrò il governo e la giustizia con rettitudine e misericordia. A S. Ludovico si deve la fondazione della Sorbona e la costruzione della Sainte Chapelle. 




Il 14 marzo 1270 si mise a capo di una seconda crociata, ma ancora una volta lui e il suo esercito furono colpiti dalla peste nell’accampamento di Tunisi. Sentendo la morte vicina, S. Ludovico ricevette l’estrema unzione su un letto coperto di cenere e cilicio dove si era fatto adagiare con le braccia incrociate sul petto. Prima di spirare disse: “Entrerò nella tua casa, o Signore, ti adorerò nel tuo tempio santo e glorificherò il tuo nome”.


Morì il 25 agosto 1270 nella terra degli “infedeli”. Le sue spoglie furono esposte nella chiesa di Notre Dame e le esequie si svolsero il 22 maggio 1271. Papa Bonifacio VIII lo santificò nel 1297 come S. Ludovico e S. Luigi dei francesi. Lo scheletro si trova nella chiesa di Saint Denis.


fonte: Matteo Fantozzi, il sussidiario.net 


immagini della Sainte Chapelle (Parigi)


Dal «Testamento spirituale al figlio» di san Ludovico

Figlio carissimo, prima di tutto ti esorto ad amare il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutte le tue forze. Senza di questo no c'è salvezza.
Figlio, devi tenerti lontano da tutto ciò che può dispiacere a Dio, cioè da ogni peccato mortale.
E' preferibile che tu sia tormentato da ogni genere di martirio, piuttosto che commettere un peccato mortale.
Inoltre, se il Signore permetterà che tu abbia qualche tribolazione, devi ringraziando, e sopportarla volentieri, pensando che concorre al tuo bene e che forse te la sei ben meritata.
Se poi il Signore ti darà qualche prosperità, non solo lo dovrai umilmente ringraziare, ma bada bene a non diventar peggiore per vanagloria o in qualunque altro modo, bada cioè a non entrare in contrasto con Dio o offenderlo con i suoi doni stessi.
Partecipa devotamente e volentieri alle celebrazioni della Chiesa. Non guardare distrattamente in giro e non abbandonarti alle chiacchiere, ma prega il Signore con raccoglimento, sia con la bocca che con il cuore. Abbi un cuore pietoso verso i poveri, i miserabili e gli afflitti. Per quanto sta in te, soccorrili e consolali. Ringrazia Dio di tutti i benefici che ti ha elargiti, perché tu possa renderti degno di riceverne dei maggiori. Verso i tuoi sudditi comportati con rettitudine, in modo tale da essere sempre sul sentiero della giustizia, senza declinare né a destra né a sinistra. Sta' sempre piuttosto dalla parte del povero anziché del ricco, fino a tanto che non sei certo della verità.
Abbi premurosa cura che tutti i tuoi sudditi si mantengano nella giustizia e nella pace, specialmente le persone ecclesiastiche e religiose. Sii devoto e obbediente alla Chiesa Romana, madre nostra, e al Sommo Pontefice come a padre spirituale. Procura che venga allontanato dal tuo territorio ogni peccato, e specialmente la bestemmia e le eresie.
Figlio carissimo, ti do infine tutte quelle benedizioni che un buon padre può dare al figlio. La Trinità e tutti i santi ti custodiscano da ogni male. Il Signore ti dia la grazia di fare la sua volontà, perché riceva onore e gloria per mezzo tuo e, dopo questa vita, conceda a tutti noi di giungere insieme a vederlo, amarlo e lodarlo senza fine. Amen.

sabato 18 giugno 2022

Fra Danilo Beciani, da oggi Diacono

 
















Per sessanta anni in servizio al Santuario di San Pasquale Baylon

 


Nel giorno della solennità del Corpus Domini, il giovedì 16 giugno 2022, solennità che richiama la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, la santa memoria di padre Rolando Maffoli torna alla casa del Padre.

Padre Rolando Maffoli è oggi nato al Cielo nel suo “dies natalis”, appunto la sua nascita in Cielo. Ma non riesco a gioirne, come pure dovrei, sopraffatto da intenso dolore per la sua scomparsa qui sulla terra. Tali e tanti ricordi mi legano alla sua memoria fin dalla mia gioventù. E sono sicuro di interpretare i sentimenti di stima e riconoscenza di tutta la popolazione ostraveterana (e non solo) per l’intensa opera da lui svolta in favore della comunità cristiana devota al santuario di San Pasquale Baylon in Ostra Vetere. Padre Rolando era nato a Serra Sant’Abbondio (PU), alle falde del Monte Catria, il 5 gennaio 1931.

Era entrato giovanissimo nell’Ordine dei frati minori di San Francesco, presso cui ha prestato la professione religiosa il 17 settembre 1956, per essere poi ordinato sacerdote il 10 novembre 1957. Poco tempo dopo è giunto a Ostra Vetere nel convento di Santa Croce, Santuario di San Pasquale Baylon, dove ha prestato la sua instancabile opera per oltre sessanta anni di ministero sacerdotale, più volte con la responsabilità di guardiano del convento, guadagnandosi la stima di tutti. Per questo è stato insignito della cittadinanza onoraria e gli è stato assegnato il “Premio San Giovannino” nell’anno giubilare 2000. Da Sindaco di Ostra Vetere ho avuto allora il piacere e, devo dire, il dovere di affidargli l’incarico di custode e poi di direttore della biblioteca comunale “Giuseppe Tanfani”, che ha encomiabilmente prestato per lunghi anni, prodigandosi anche in attività di sostegno scolastico a favore di tanti ragazzi del paese, cui impartiva gratuitamente lezioni di latino. 


Sue sono alcune pubblicazioni edite dal Centro di Cultura Popolare. Eccone l’elenco: - 7 - Alberto Fiorani, p. Rolando Maffoli o.f.m., Il processo del 1252 per l'incastellamento di alcune famiglie barbaresi a Montenovo, Ostra Vetere (AN) Centro Cultura Popolare, 1981, pp. 64; - 8 - p. Rolando Maffoli o.f.m., Ostra Vetere o Montenovo, Ostra Vetere (AN) Centro Cultura Popolare, 1981, pp. 52; - 22 - p. Rolando Maffoli o.f.m., Renzo Fiorani, Le suore figlie di Maria SS. dell'Orto, un secolo di assistenza a Ostra Vetere, Ostra Vetere (AN) Centro Cultura Popolare, 1989, pp. 52.

Svolse anche intensa attività di assistenza religiosa agli anziani nella colonia montana di Predazzo (TN) sulle Dolomiti, organizzata allora dal Comune. Poi è stato vice-parroco dell’abbazia di Santa Maria di Piazza e ha continuato lungamente a prestare attività di assistenza spirituale per i malati nell’anima, che accorrevano da tante località vicine e lontane al santuario di San Pasquale, invocando la benedizione esorcizzante e la grazia salvifica. E’ stata davvero una grande fortuna per il nostro paese che i superiori francescani gli abbiano consentito di rimanere sempre nel convento di Ostra Vetere, a servizio della nostra comunità locale. Grazie, padre Rolando, non dimenticherò e non dimenticheremo il tanto bene che hai voluto donarci. Riposa in pace nella gloria del Signore.


Fonte: Vivere Senigallia, autore Alberto Fiorani