lunedì 14 novembre 2016

Dobbiamo sperare in un altro miracolo del Poverello?





Nel 1215, in viaggio nelle Marche, San Francesco si fermò a Pievebovigliana (Macerata), dove si stava costruendo una chiesa. Gli operai erano stanchi, e per rinfrescarli il santo tramutò l'acqua del pozzo del convento in vino. Questo narra la tradizione. Oggi che il campanile della chiesa di San Francesco è in parte crollato con il terremoto del 30 ottobre, il sindaco Sandro Luciani accusa: ''Nessuno si è degnato di venire a vedere, e quel che resta della torre campanaria rischia di schiantarsi sopra l'abside, con gli affreschi del XIII secolo, e su un'abitazione privata ancora indenne. Dobbiamo sperare in un altro miracolo del Poverello?''. ''Per San Francesco - spiega - siamo in attesa di lavori di consolidamento dal 1997. E' un monumento vincolato, non so se con il nuovo Decreto potremo intervenire direttamente, ma in questi giorni ho chiesto più volte un sopralluogo dei Gts, i Gruppi tecnici di sostegno, e non è venuto nessuno''.

fonte: Ansa


Prima del terremoto

La chiesa, la cui forma attuale risale al Settecento, ha un'unica navata a capriate e conserva la copia di un crocifisso trecentesco che la tradizione indica come donato dal santo di Assisi (l'originale è andato perduto nel 1892 durante un incendio). L'abside e le pareti laterali sono ornate da affreschi, recentemente riscoperti, di Cola di Pietro; la Madonna della Misericordia è attribuita a Girolamo di Giovanni.  




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